FAQ - Domande più frequenti

1) Quanto costa il servizio offerto da MiP?

Mip è un servizio pubblico completamente gratuito, promosso dalla Provincia di Torino e realizzato con risorse dell'Unione europea, dello Stato e della Regione Piemonte in quanto è parte integrante dall’Attività "Percorsi Integrati per la Creazione d'Impresa" che si inserisce nel quadro del Programma Operativo Regione Piemonte 2007-2013.

2) Il servizio MiP offre suggerimenti su quali sono le idee d'impresa con maggiori possibilità di successo?

In generale, Mip affianca i potenziali imprenditori nella verifica di fattibilità delle loro idee d'impresa senza suggerire verso quali settori di attività orientarsi. Questa linea di comportamento discende dal fatto che la scelta di intraprendere sottintende, da parte del futuro imprenditore, una buona conoscenza del settore in cui intende operare; si ritiene di conseguenza inopportuna un’azione esterna di indirizzo in tal senso.
Ciò premesso, attraverso il proprio sito internet il servizio Mip mette a disposizione materiale informativo attinente alcuni settori che può offrire spunti utili alle persone interessate ad avviare un'attività in quel determinato campo. Queste indicazioni andranno ulteriormente arricchite in base alle caratteristiche dei soggetti che vogliono realizzare l'impresa, all'impronta che vogliono darle, alla localizzazione prescelta, ecc.
Per approfondimenti consulta la sezione “idee d'impresa”.

3) È compito di Mip predisporre il business plan?

È compito di Mip offrire un supporto ai futuri imprenditori per aiutarli ad approfondire gli elementi essenziali del loro progetto e a verificarne – grazie alla consulenza e all’affiancamento del tutor – la coerenza e la fattibilità dell’iniziativa imprenditoriale sotto diversi punti di vista (competenze, prodotto/servizio, mercato, economica e finanziaria, ecc.). Possono completare questo percorso di accompagnamento interventi di consulenti e momenti di aggiornamento/approfondimento utili ad acquisire o migliorare competenze e conoscenze su tematiche specifiche (marketing, forma giuridica, regimi fiscali, sicurezza dell’ambiente di lavoro, ecc.).
È compito degli aspiranti imprenditori, in quanto futuri titolari d’impresa e responsabili della stessa, partecipare attivamente al percorso consulenziale rispondendo agli input e alle sollecitazioni del tutor, in modo che il risultato finale, ossia il business plan, rifletta veramente ciò che si intende realizzare. Predisporre un business plan è quindi un lavoro “su misura” da fare a più mani che deve servire ad anticipare i problemi, a simulare l'impatto delle alternative possibili e a fare proiezioni pluriennali dell'attività imprenditoriale.
Per saperne di più su come si elabora un piano di fattibilità consulta la sezione “piano d’impresa”.

4) Quanto tempo occorre per predisporre il business plan?

Non esistono tempi prestabiliti per arrivare a un business plan completo, coerente ed esauriente.
I tempi dipendono da tanti fattori tra cui:
- la complessità del progetto d'impresa e suo stato di definizione;
- la difficoltà o la facilità con cui il futuro imprenditorie riesce a reperire le informazioni necessarie;
- la disponibilità di tempo da parte dell'aspirante imprenditore a svolgere le ricerche necessarie alla redazione di un buon progetto di impresa;
- la determinazione nel perseguire il suo obiettivo.

5) Mip segue tutti i settori di attività e tutte le forme d’impresa?

Possono fruire dell’accompagnamento (Azione 2 - consulenza antecedente all'avvio dell'impresa volta a verificare la fattibilità del progetto e predisporre il BP) offerto da Mip progetti imprenditoriali attinenti qualsiasi settore di attività (a titolo di esempio: artigianato, commercio, servizi alle imprese, servizi alla persona, turismo, agricoltura, ecc.) e che prevedono di costituirsi in qualsiasi forma d’impresa (impresa individuale, familiare, società di persone, società di capitali, cooperativa).
Sussistono invece delle limitazioni legate ai settori per la fruizione del tutoraggio (Azione 3) ossia della consulenza prevista per le imprese che si costituiscono a seguito dell’Azione 2. Il tutoraggio è, infatti, da considerarsi a tutti gli effetti un’agevolazione dedicata alla nuova impresa. Dal punto di vista della normativa comunitaria sugli aiuti di stato va considerata nella tipologia “de minimis” (Regolamento (CE) 1998/2006 del 15/12/2006). Non possono pertanto fruire dell’Azione 3 le imprese che operano in settori esclusi dall’applicazione del citato regolamento.
Per maggiori approfondimenti consultare anche la sezione del sito “Cos’è Mip”.

6) Se si inizia il percorso Mip è poi obbligatorio avviare l’impresa?

Non è obbligatorio. L’azione di accompagnamento ha, infatti, lo scopo di approfondire il progetto imprenditoriale nelle sue varie componenti al fine di valutarne la fattibilità così da decidere in maniera più consapevole se avviare o meno l’impresa.

7) È vero che esistono contributi a fondo perduto per le nuove imprese?

Sì, è vero. L'argomento però è abbastanza complesso e va approfondito per ogni singolo caso.
Si può tuttavia affermare che, a livello generale, gli interventi a fondo perduto (ossia contributi erogati all’impresa che non debbono essere restituiti) si stanno riducendo, sia come numero che come entità del contributo, per fare posto ad altre tipologie di agevolazione quali i prestiti a tasso agevolato da restituire in un lasso di tempo variabile.
I contributi a fondo perduto, inoltre, sono concessi su tipologie di spese espressamente definite dalla legge che li prevede e quasi sempre intervengono a parziale copertura delle spese ammissibili, coprendone ad esempio il 25%, oppure stabilendo un limite massimo di aiuto (ad esempio:  copertura del 100% delle spese fino ad un massimo di 3.000/5.000 euro). In entrambe i casi, i fondi sono erogati dopo il sostenimento delle spese da parte dell'impresa che è tenuta a presentare le fatture quietanzate.
Questo implica che, anche quando esistono i presupposti per richiedere un’agevolazione pubblica, è comunque necessario che l'imprenditore preveda di investire nell'impresa risorse finanziarie proprie sia per sostenere le spese non ammissibili e anticipare l'intervento dei fondi pubblici sia per avere una certa indipendenza.
Per un approfondimento su questa tematica consulta la sezione finanziamenti.

8) Il servizio Mip eroga finanziamenti direttamente?

No, ma le imprese che nascono dopo avere usufruito dell’accompagnamento offerto gratuitamente da Mip (Azione 2) e il cui business plan abbia ottenuto parere favorevole da parte della Provincia di Torino (validazione) possono beneficiare di una specifica agevolazione chiamata Azione 4. L’Azione 4, che ha come oggetto gli strumenti finanziari di sostegno all’avvio di nuove imprese, è realizzata dalla Regione Piemonte attraverso Finpiemonte Spa.
Inoltre, nell’elaborazione dello studio di fattibilità viene effettuata una valutazione delle agevolazioni a cui l’impresa potrà accedere tenendo conto del settore in cui opera (commercio, artigianato, turismo, ecc.), dei soggetti che compongono la compagine societaria (giovani, donne, disoccupati, ecc.), della localizzazione, della tipologia di investimenti da effettuare, ecc.
Su alcune leggi regionali è prevista una priorità per le domande presentate dalle imprese nate dai “Percorsi Integrati per la Creazione d'Impresa” di cui Mip fa parte integrante.

9) Posso, attraverso il servizio Mip, avere una ricerca di mercato?

La ricerca di mercato è sicuramente uno strumento di analisi molto importante per chi deve decidere se avviare o meno un'attività di impresa. Costituisce difatti un elemento importante all'interno di un business plan, perché può fornire informazioni circa le possibilità di penetrazione del mercato da parte della nuova impresa, le politiche di prezzo e le strategie commerciali da adottare e infine anche sulle possibili ricadute economiche.
È doveroso però chiarire che il servizio Mip non fornisce analisi di mercato “chiavi in mano”. Attraverso il servizio, il candidato imprenditore può ricevere indicazioni su come impostare una ricerca di mercato, su dove recuperare informazioni e dati statistici o consultare ricerche relative al settore di suo interesse, può inoltre essere coadiuvato nell'analisi dei risultati ottenuti nonché beneficiare dell'esperienza maturata nei diversi campi dai consulenti che lo affiancano. Dovrà invece svolgere per proprio conto il lavoro sul campo. Un'ultima considerazione: una ricerca di mercato non è un'attività banale ma un investimento che richiede progettualità, metodo, tempo e risorse (finanziarie e umane). Pertanto la scelta sul se e sul come effettuarla necessita di un'attenta riflessione che può essere formulata con l'appoggio di Mip.

 

10) Mip segue solo le imprese o anche i liberi professionisti?

Mip si rivolge esclusivamente a chi intende avviare un'attività di impresa. Tuttavia “lavorare in proprio” non significa necessariamente avviare un’impresa. Il libero professionista (ad es. avvocato, architetto, oppure consulente informatico, grafico, ecc.) lavora in proprio, ma non si configura come impresa e quindi non necessita d’iscrizione in Camera di commercio. Non sempre la differenza tra libero professionista, che opera solo con partita Iva, ed imprenditore è così chiara. In generale si può dire che nelle attività d’impresa prevale l’organizzazione dei beni, rispetto all’attività del soggetto persona fisica, mentre nelle attività professionali è centrale l’attività del soggetto, con le sue personali capacità professionali e intellettuali. Per chi intende avviare un'attività di lavoro autonomo, da localizzare sul territorio della Provincia di Torino, è disponibile un servizio di consulenza gratuito denominato ApropartitaIva.